Sala macchine della centrale idroelettrica dell’Ex Lanificio Carotti: generatore storico in primo piano e quadro elettrico con strumenti sotto le volte in mattoni intonacati

La centrale idroelettrica dell’Ex Lanificio Carotti: storia dell’energia sul Metauro

Da sei secoli l'acqua del Metauro muove l'Ex Lanificio Carotti: ecco la storia della centrale idroelettrica che oggi produce energia pulita a Fermignano.
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Da oltre sei secoli l’acqua del Metauro non scorre soltanto accanto all’Ex Lanificio Carotti. Nella parte bassa del complesso, a Fermignano, lavora ancora oggi una centrale idroelettrica. Sfrutta la stessa forza idraulica che un tempo azionava la cartiera e poi il lanificio. Dal 2005 la centrale produce energia rinnovabile, dopo che l’azienda Megawatt ha riattivato tre vecchie turbine ferme da anni. Nel mezzo, la struttura ha attraversato una guerra e una nevicata che ha fatto crollare un intero edificio, senza mai smettere di generare energia dall’acqua.

Un complesso che vive d’acqua da prima dell’elettricità

Prima di diventare una centrale elettrica, l’edificio ha sempre avuto un rapporto diretto con la forza dell’acqua. Il complesso nasce insieme al Castello di Fermignano, agli inizi del Quattrocento. La famiglia Montefeltro avvia qui la produzione di carta di stracci, lungo il Metauro. Per secoli la cartiera dipende dalla stessa cascata che si vede ancora oggi arrivando da fuori: l’acqua muove le macchine, molto prima che esistesse l’elettricità.
Nel 1914 Augusto Carotti acquista gli edifici e sposta la produzione dalla carta alla lana. Cambia il prodotto, ma l’acqua resta la risorsa principale della fabbrica. La svolta arriva quando quella stessa forza idraulica comincia a generare corrente elettrica, invece di muovere soltanto ingranaggi meccanici.

Fotografia storica in bianco e nero della sala dei telai del Lanificio Carotti, con due operai al lavoro

Dalle turbine del lanificio alla centrale di oggi

Il lanificio Carotti resta attivo fino alla fine degli anni Novanta. Poi chiude, e gli spazi restano vuoti per anni. Nel 2005 l’azienda Megawatt acquista l’intero complesso e sceglie una strada precisa: restaurare l’impianto idroelettrico invece di lasciarlo spegnere. Riattiva tre vecchie turbine e comincia a produrre energia pulita, sfruttando ancora una volta la stessa acqua che secoli prima muoveva la cartiera. È una continuità meno visibile di un restauro architettonico, ma racconta la stessa storia: a Fermignano l’energia del fiume non si è mai davvero fermata.

Il 2012: quando la neve ferma tutto tranne la centrale

Nel 2012 una nevicata eccezionale colpisce l’Italia centrale. Il peso della neve accumulata sul tetto fa crollare l’edificio in cemento armato costruito dai Carotti negli anni Quaranta. Danneggia anche il tetto della vecchia cartiera. La centrale idroelettrica, però, continua a funzionare.
Megawatt avvia allora un piano di recupero che parte proprio dal restauro dei locali della cartiera. Getta così le basi per la rinascita che oggi ospita matrimoni, eventi aziendali e shooting fotografici. Il volume pubblicato da Urbino University Press ricostruisce nel dettaglio questi vent’anni di lavoro, dall’acquisizione al restauro conservativo dell’opificio e della centrale.

Ne parliamo anche nella notizia sulla pubblicazione: sei secoli di manifattura sul Metauro.

Cosa vedere oggi, dentro e fuori dalla centrale

La centrale idroelettrica non è una sala macchine chiusa al pubblico e dimenticata.
Fa parte del percorso che racconta l’identità del luogo. Nei quadri elettrici originali, ancora visibili, si leggono i nomi storici della produzione: Carotti, cardatura e filatura, Enel. Per chi organizza un evento aziendale, l’Ex Lanificio propone anche una visita guidata alla centrale come momento distintivo del programma. Può trasformare una semplice pausa in un’esperienza diversa.

Quadro elettrico storico della centrale, con voltmetri d'epoca e la targa Carotti
Uno dei quadri elettrici storici della centrale, ancora visibile all’interno del complesso.

Un dettaglio concreto per le aziende attente alla sostenibilità

Per chi organizza convention, meeting o presentazioni, la sostenibilità è spesso un tema da comunicare agli ospiti, non solo da dichiarare a parole. Scegliere un luogo che produce energia rinnovabile direttamente sul posto, con un impianto reale e visitabile, è un dettaglio diverso da uno slogan. Non serve inventare numeri o certificazioni: basta raccontare cosa succede davvero dentro quelle mura, cioè che l’acqua del Metauro genera energia pulita da vent’anni. È un argomento che si presta bene a un heritage talk o a un momento dedicato durante l’evento, senza bisogno di forzature. Se state valutando la location per un evento aziendale, gli spazi e i format possibili sono descritti nella pagina dedicata agli eventi aziendali all’Ex Lanificio Carotti.

Un pezzo di archeologia industriale lungo il Metauro

Mulini, cartiere e filande si sono susseguiti per secoli lungo questo tratto del Metauro, sfruttando la stessa cascata che oggi accoglie eventi e visitatori. Il lanificio ha trasformato la sua vecchia forza idraulica in una centrale idroelettrica moderna. Per questo motivo, oggi l’Ex Lanificio Carotti rappresenta un caso non comune di archeologia industriale nelle Marche. Il complesso non si limita a conservare la memoria della produzione: continua a produrre energia nello stesso punto in cui l’acqua ha sempre lavorato. È uno degli aspetti che rendono il luogo interessante per chi studia la storia del territorio, oltre che per chi organizza eventi o matrimoni. Altri episodi della storia del complesso, raccontati in prima persona, sono raccolti nei Racconti del Lanificio.

La centrale idroelettrica racconta una parte della storia del complesso che si vede meno spesso.
È meno visibile delle sale per eventi o della facciata sul Metauro, ma ne spiega la continuità nel tempo. Dalla cartiera del Quattrocento alle turbine di oggi, l’acqua del fiume resta il filo conduttore di sei secoli di attività, cambiamenti e recuperi.

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